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TRASPARENZA: NOTA E TABELLA DI SINTESI SU LAVORI E INCARICHI A GAIRO NEGLI ULTIMI 15 ANNI

Numero: 201315 Data: 03/05/2015 14:15 Categoria: NOTE E COMUNICAZIONI DEL SINDACO DI GAIRO

TABELLA RIEPILOGATIVA LAVORI PUBBLICI A GAIRO DAL 2000 AL 2015: NON UN FEUDO PER POCHI!!!!
I tentativi di corruzione chi occupa ruoli di potere va messo in conto che li può subire. La maggior parte che subisce questi tentativi può essere che si fermi qualche attimo a riflettere, la debolezza umana spesso può far vacillare e dubitare. Ma, si esce sempre più forti quando la coscienza fa prevalere l'interesse pubblico e l'attuazione delle norme.
Anche a GAIRO come in altri Comuni sono state acquisite dalla Procura delibere e determine dell'Ufficio Tecnico dal 2011 inerenti incarichi ed appalti. Non fosse altro che la Società oggetto di indagine ha preso anche due incarichi a seguito di due bandi pubblici nel nostro Comune. Sono atti dovuti e normali da chi deve fare il proprio lavoro ed indagini, non è la prima volta, ne sarà l'ultima che si preleva materiale dal Comune, in 15 anni anche su segnalazioni o addirittura precise denunce di cittadini ed avversari politici questo è capitato.
Le ho capite e giustificate, ma ho vissuto con fastidio le parole di alcune imprese e progettisti di Gairo che lamentavano come il Comune avrebbe dovuto agire, vista la crisi dilagante e la fame di lavoro che mette a rischio chiusura studi tecnici e imprese, emulando gli esempi di altri Comuni e di altri Uffici Tecnici che non si sa come riuscivano a far lavorare SOLO soggetti locali e a tenere tutto in casa!
Pur comprendendo le loro ragioni giustificate dalla loro grande difficoltá, ho sempre spiegato che codice degli appalti e norme di legge non consentono di realizzare siffatti ragionamenti pena la violazione delle leggi. Ho sempre cercato di far capire che un'Amministrazione al massimo come fatto anche dal sottoscritto può dare indicazioni peraltro non vincolanti all'Ufficio Tecnico per considerare prioritariamente imprese e tecnici locali ma solo per lavori sotto soglia e di lieve entità per i quali la legge ammette l'affidamento diretto, sempre che tali soggetti abbiano i requisiti e le professionalitá eventualmente richieste.
L'Ufficio Tecnico ritengo che abbia sempre agito nel pieno rispetto delle norme, con attivitá totalmente autonoma sulle procedure di competenza, prova ne siano le reiterate critiche subite riguardo gli aspetti appena trattati, cercando di considerare i locali e applicando criteri equi di rotazione tra questi ultimi.
L'esasperazione che riscontro rispetto all'applicazione di queste norme, presente anche in questo periodo, andrebbe frenata e meglio se da subito inquadrata all'interno del codice degli appalti pubblici e di quanto accade in questi giorni nei Comuni.
Ancora oggi in tanti inquadrano un Amministratore come soggetto titolare di competenza e ruolo decisionale, ma, non è così e se esprime tale funzione va, evidentemente, oltre la legge.
Per quanto mi riguarda,non mi sono mai piegato a tentativi subiti, ho perso anche qualche voto per strada, ma, sempre ha prevalso la tutela dell'interesse generale rispetto a quello personale o di singoli soggetti.
Per quanto attiene poi l'accesso indiscriminato di grandi imprese provenienti da ogni dove che si accaparrano lavori sopra soglia e magari consistenti anche nei piccoli Comuni sbaragliando totalmente la concorrenza locale che giustamente lamenta ciò, riscontro il grave limite della legislazione, stante che non si sono realizzate modifiche minime volte a tutelare in un momento di grave crisi le imprese locali, mentre, di converso, si sono letteralmente spalancate le porte all'invasione di grandi imprese e Consorzi di imprese che, come dimostra l'esperienza vissuta anche a Gairo per la costruzione del depuratore, spesso utilizzano metodi, procedure, pressioni e accorgimenti che sbaragliano si la concorrenza locale, ma, se non si pongono i giusti paletti da parte dei Comuni, provocano grave pregiudizio alla realizzazione dei lavori. In tale ottica, appare chiaro e deprecabile quanto accade da parte dei Governi italiani, stante che pedissequamente recepiscono le Direttive U.E. volte a tutelare non l'interesse locale e delle comunitá, ma quello di grandi azione, Multinazionali, banche e soggetti della finanza speculativa.
Al di là di quanto accade in Sardegna, e i giudizi da Giornale e da piazza andrebbero espressi a sentenza definitiva non ad indagine in corso, fatto certo grave se confermato (ma non dovrebbe far stupire considerato che tanti cittadini in ogni dove sono i primi a tentare di chiedere scorciatoie e favori per tutelare loro interessi personali a dimostrazione come il problema sia di coscienza collettiva e non solo e tanto di singoli che rappresentano le collettivitá locali), il vero scandalo a mio parere è questo poiché mina alla base la tenuta dei Comuni e dei territori creando le premesse della corruzione considerato che proprio da questi provengono le istanze tese a superare norme e direttive che ne mettono a repentaglio la tenuta sociale ed economica.
Faccio un esempio per capire meglio quest'ultima osservazione: nelle assunzioni nelle strutture turistiche o produttive le norme derivanti dal quadro comunitario consentono di assumere personale non locale, il quale protesta inutilmente con Amministratori e Sindacati lamentando l'invasione extracomunitaria e i contratti a basso costo praticati dai datori di lavoro. Ancora, un Comune pubblica un bando per realizzare intervento produttivo o turistico, la cittadinanza chiede a gran voce siano tutelati i disoccupati locali per evitare si assumano ''stranieri'', ma, non si possono applicare criteri di tutela, stante che il bando contrasterebbe con la norma comunitaria e verrebbe ad essere impugnato ed annullato!
Quanto spesso accade è certo grave, grave sopratutto in riferimento a processi degenerativi che ineriscono solo interessi personali, ma, è ancor più grave quanto accade sopra la nostra testa, con Sindaci e cittadini ignari e non ancora in grado di capire certi processi, stante che proprio determinazioni sovracomunali nazionali ed europee incidono negativamente sui tessuti locali e attivano, qualora un Amministratore e un Ufficio Tecnico non tengano la barra a dritta, meccanismi spesso di difesa e di lotta contro la disperazione locale.
A mio parere lo scandalo da rimuovere è anche e sopratutto quello di Governi proni e servi di Brussels e di interessi estranei alla comunitá nazionale.
Concludo ricordando come per circa 41 milioni di euro di finanziamenti regionali, europei e statali portati a Gairo in questi 15 anni dalle nostre Amministrazioni, hanno lavorato un centinaio di tecnici e professionisti di ogni angolo della Sardegna ed altrettante imprese, ivi comprese purtroppo alcune imprese continentali. Gairo non è stato un feudo ove solo pochi fortunati hanno lavorato, ma, un cantiere aperto dopo 5 anni e mezzo di Commissariamento e quasi 10 anni di dimenticanze da parte dello Stato e della Regione (1991-2000), nel quale in tanti e anche i locali hanno potuto avere delle opportunitá di lavoro. Pazienza se per strada sono stati persi voti, pazienza se sono stato sempre accusato di essere uno che ha ''accontentato'' più gli avversari che i potenziali propri elettori (ma, poi, non sono io titolare di procedure, ma, caso mai l'Ufficio Tecnico, ma, si sa, ancora si confondono i ruoli!). A me basta la testimonianza di quanto accaduto e il sapere di aver agito con equilibrio tutelando i cittadini dove la legge lo ammetteva, nei limiti del mio ruolo e nel rispetto sopratutto dei ruoli. SOTTO L'ALLEGATO DI SINTESI DEI LAVORI A GAIRO CON INDICATI PROGETTISTI E IMPRESE AGGIUDICATARIE.

http://www.unionesarda.it/…/appalti_pubblici_truccati_l_inc

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